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Raccolta firme a difesa di Malpensa e Linate
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Il Partito Democratico metropolitano milanese, alla luce della difficile situazione creatasi dopo la dismissione da parte del Governo della compagnia aerea di bandiera Alitalia, acquistata in seguito dal gruppo CAI, che ha scelto come partner Air France, denuncia il rischio di un pesante ridimensionamento ai danni dell’ aeroporto di Malpensa, e il rischio della soppressione dello scalo di Linate. Il Partito Democratico interpreta e fa sua la grande preoccupazione sorta nei mondi economici, sindacali e in tutti i territori dell’area metropolitana milanese.

 

Il PD, rinnovando il suo impegno a salvaguardia del sistema degli aeroporti milanesi di Malpensa e Linate, dichiara la propria netta contrarietà rispetto a come si sono svolte le trattative di vendita dell’Alitalia. Il risultato, pesantemente negativo, è sotto gli occhi di tutti: un costo a carico dei cittadini misurabile in 4 miliardi di euro, ed un risultato politico deficitario che vede il Paese perdere la sua compagnia di bandiera.

 

Il PD rimarca il grande silenzio, in questi ultimi mesi, del sindaco di Milano Letizia Moratti e del Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, i quali hanno alzato la loro voce di contrarietà soltanto ad operazione compiuta. E’ necessario ricordare che la posizione di Palazzo Marino risulta ancora più imbarazzante se si considera il fatto che il Comune di Milano è socio di maggioranza della società Sea. Su questa vicenda non è stata chiesta, ed è assolutamente necessaria, una presa di posizione ufficiale del Consiglio comunale di   Milano, mentre il Consiglio Provinciale e il Consiglio Regionale hanno affrontato in aula il problema.

 

Registriamo il silenzio di Forza Italia e di AN, favorevoli alle scelte romane a discapito di quelle milanesi, mentre la Lega Nord,  comportandosi da forza di Governo a Roma e da forza di opposizione a Milano, evidenzia un atteggiamento demagogico e utilitaristico. Chiediamo a tutti i parlamentari milanesi, anche del centrodestra, di appoggiare in maniera trasversale questa battaglia per salvare gli scali aeroportuali del territorio.

 

Il PD metropolitano milanese chiede al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di reinsediare da subito, in maniera permanente, il Tavolo Milano con la presenza del Ministero dell’Economia, del Ministero degli Esteri, e dei rappresentanti degli enti e istituzioni territoriali. In tale sede dovranno essere definite procedure, tempi e soluzioni certe rispetto alla liberalizzazione dei voli e la rinegoziazione degli accordi bilaterali inerenti lo scalo di Malpensa. E’ necessario, inoltre, riportare a Malpensa gli investimenti sul settore cargo, completamente cancellati a partire dal 13 gennaio. 

 

Per quanto riguarda lo scalo di Linate, viste le dichiarazioni del gruppo CAI, risulta obbligatorio tutelare il ruolo del city airport che non può essere ridotto ad un terminal Milano-Roma. Mantenendo gli standard attuali, Linate sia strutturato sul modello degli scali aeroportuali presenti nelle maggiori città europee. Il PD metropolitano chiede al Governo che si studi un nuovo piano del trasporto aereo del Nord Italia, per mettere fine alla irrazionale operatività degli scali attuali.

 

E’ necessario che il Governo, anche in vista di Expo 2015, inserisca il sistema aeroportuale milanese nel più generale piano degli investimenti per le infrastrutture e i trasporti. Così sarebbe utile sbloccare le opere del dossier Expo che riguardano Malpensa e Linate. Più in generale è necessario favorire migliori collegamenti ferroviari e stradali tra l’area metropolitana, i suoi aeroporti e tutto il nord Italia. Fallimentare fu, ad esempio, la politica infrastrutturale realizzata dal Pirellone, che a suo tempo privilegiò il collegamento Milano-Malpensa utilizzando solo le Ferrovie Nord. E’ necessario, quindi, garantire accessibilità a Malpensa realizzando una connessione ferroviaria con Rho-Fiera e Milano Centrale. Questo permetterebbe a Malpensa di essere inserita nel circuito dell’alta velocità.

 

Il riconoscimento del valore strategico del Nord passa attraverso l’incremento di questi investimenti, non attraverso i tagli dell’ultima finanziaria di questo Governo. Il PD metropolitano milanese chiede, altresì, al Governo che si istituisca un Osservatorio permanente in grado di monitorare le ricadute occupazionali dirette e indirette, conseguenti alla riduzione operativa degli scali milanesi. Vanno quindi tutelati anche i lavoratori della SEA e dell’intero indotto. Regione Lombardia s’impegni a deliberare e a rendere operativi tutti gli ammortizzatori sociali necessari ad evitare che la crisi occupazionale assuma sviluppi gravi.



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